lunedì 11 giugno 2007

BUFERA SU SELVA, FINGE MALORE PER AUTOSTOP SU AMBULANZA

2007-06-10 19:36

ROMA - Bufera su Gustavo Selva, il senatore di An che sabato ha finto un
malore per farsi trasportare da un'ambulanza negli studi de La7 superando
così tutti gli ostacoli al traffico causati dalla visita di Bush a Roma. Il
ministro della Salute Livia Turco è stata durissima, e non ha lesinato
aggettivi: "Vergognoso, irresponsabile e indegno".

"Mi auguro - ha aggiunto il ministro - che le autorità competenti
verifichino se un tale comportamento non configuri ipotesi di fatti
illeciti, sia in sede civile che penale. Dobbiamo infatti pensare che il
bilancio di questa 'arrogante goliardata' poteva anche essere tragico nel
caso in cui, e poteva accadere, un'altra persona avesse avuto realmente
bisogno di quell'ambulanza". Dal centrosinistra si è levato un coro con la
richiesta di una censura dal presidente del Senato, ma anche dal leader del
suo partito, Gianfranco Fini. E la vicenda potrebbe avere sviluppi davanti
alla magistratura.

A raccontare l'episodio è stato lo stesso Selva, in diretta, durante la
trasmissione dedicata alla visita di Bush. Il parlamentare di An è rimasto
bloccato in piazza del Parlamento visto che il centro di Roma era chiuso al
traffico. Inutili le insistenze del senatore con gli agenti di Polizia
perché permettessero il passaggio ad un taxi o alla vettura dell'emittente.
Niente da fare, Ed ecco il colpo di genio: Selva ha finto di sentirsi male e
si è fatto portare dall'ambulanza a via Nogaro dal suo cardiologo: in realtà
alla sede de La 7. "Un trucco da vecchio giornalista per farmi portare qui",
si é vantato in diretta Tv. La notizia, pubblicata dai quotidiani, ha
suscitato l'indignazioni di molti parlamentari. Roberto Giachetti (Dl) ha
chiesto al leader di An di condannare il suo senatore.

Anche il senatore verde Tommaso Pellegrino ha chiamato in causa Fini, ma
anche il presidente del Senato Franco Marini, a cui chiede di prendere "i
dovuti provvedimenti di censura". E il capogruppo del Prc al Senato,
Giovanni Russo Spena, ha chiesto la censura da parte di An e dell'intera
Cdl. Numerosi voci si sono levate dai colleghi senatori di Selva. Diversi di
essi, come Massimo Villone (Sd), hanno sottolineato che atteggiamenti del
genere "confermano che quella della politica è diventata ormai una 'casta' a
tutti gli effetti". Mentre da un parlamentare della Repubblica, ha rimarcato
il leghista Roberto Calderoli, "dovrebbero invece arrivare il buon esempio".

"Selva si scusi pubblicamente in aula", hanno chiesto cinque senatori
dell'Unione, Francesco Ferrante e Andrea Ranieri (Ulivo), Loredana De Petris
(Verdi), Nuccio Iovene (SD), Tommaso Sodano (Prc). Impietoso Piergiorgio
Stiffoni (Lega): "A 65 anni bisognerebbe andare in pensione". E il verde
Angelo Bonelli ha chiesto alla magistratura di aprire un'inchiesta. A fronte
dell'imbarazzato silenzio di An, una voce in difesa di Selva si è levata
dalle file di Fi. Quella di Francesco Giro che ha assicurato: "Gustavo Selva
è un uomo integerrimo e se i fatti si sono svolti come ci vengono riferiti
dalla stampa chiederà senz'altro scusa".

1 commento:

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