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lunedì 9 luglio 2007

V-DAY

L'8 Settembre è una data strana, per l'Italia. Beppe Grillo, nel suo recente intervento al Parlamento Europeo, l'ha chiamato “il giorno della liberazione”, alcuni lo hanno definito, invece, il giorno della vergogna, ma forse sarebbe più corretto definirlo “il giorno dell'abbandono”.

Quell'8 Settembre di sessantaquattro anni fa, infatti, è stato il giorno in cui l'Italia fu abbandonata a sé stessa dai propri governanti ed il risultato fu la guerra civile.

La abbandonò il re Vittorio Emanuele III che al mattino poteva ancora proclamare all'ambasciatore tedesco la fedeltà dell'Italia alla Germania mentre alla sera si dava, precipitosamente alla fuga...

Fu abbandonata anche dal capo del governo, il generale Badoglio, che dopo aver firmato la resa incondizionata ben cinque giorni prima, non ebbe il coraggio di comunicare l'armistizio né ai militari italiani impegnati all'estero, né alla nazione. Vi fu costretto, infine, quando dalla lontana radio Algeri giunse il comunicato di Eisenhower: un breve ed ambiguo comunicato, poco prima di scappare...

Ma l'Italia fu anche abbandonata dai giornali, che il 9 Settembre riuscivano a scrivere tutto ed il contrario di tutto



A sessant'anni di distanza, oggi, gli Italiani si sentono nuovamente abbandonati; da una classe politica infarcita di poteri e privilegi, tanto da far impallidire la nobiltà di Ancien Régime, una classe politica che non vuole e non si assume mai la responsabilità dei propri errori.

Gli Italiani si sentono abbandonati dai mass media.

In televisione e nei giornali, tra la spettacolarizzazione della cronaca nera e l'incessante ed esasperante diffusione di allarmi terroristici, spesso non vi è più spazio per l'Informazione (con la I maiuscola)

Ma l'uomo, insegnava Aristotele, è un animale sociale, che non riesce a vivere nell'abbandono e ad accettare di essere protagonista solo per quel breve istante, ogni cinque anni, necessario a mettere una croce su una scheda elettorale.

Ha deciso di reagire, a suo modo, ed il mondo si è rovesciato.

Gli antichi avevano l'agorà, la piazza cittadina, dove riunirsi e discutere di politica. Oggi quel tipo di piazza è sparito dalle città reali ma lo ritroviamo, in modo virtuale, nella rete, più grande e bella che mai.

Lì i consumatori di informazione sono diventati, essi stessi, produttori e distributori e l'offerta, come teorizzava Say, ha creato da sé la propria domanda e così l'agorà telematica si è andata riempiendosi sempre più.

Sono sorte numerose bacheche, i blog, dove ognuno poteva affiggere il proprio manifesto, condividere i suoi pensieri, le sue ricerche o semplicemente sbattere in prima pagina una notizia che il quotidiano aveva relegato in un trafiletto a pagina 35.

Nel mondo alla rovescia è capitato, così, che un comico, interdetto dai media, abbia potuto costruire una grossa e luminosa bacheca, utilizzandola quotidianamente per fare informazione, filtrata dal suo pensiero e dal suo stile, ovviamente, ma pur sempre informazione.

Quella grande bacheca, il blog di Beppe Grillo, è diventata un canale di comunicazione dal potenziale enorme ed è servita per dare voce e risonanza a tante voci prima coperte dal silenzio assordante dei media.

Ed ora il popolo degli abbandonati, dall'alto di quella luminosa bacheca, ha deciso di utilizzare il giorno dell'abbandono per gridare “Basta!” o, se preferite, “VAFFANCULO” a quella classe politica, urlare “Andatevene! Non vi vogliamo più! Vi abbandoniamo noi, questa volta!”

L'8 Settembre caleranno nelle piazze italiane e chiederanno a gran voce di ripulire il Parlamento dai pregiudicati, di rinnovare la classe politica mandando a casa chi scalda la poltrona da più di due legislature e di poter tornare a votare i candidati esprimendo una preferenza diretta.

Ma nel mondo alla rovescia, forse, si può osare un qualcosa di più.

Non limitarsi a un grido di disgusto, ma urlare la propria proposta, dettare le condizioni.

Forse la casalinga di Voghera, abbandonata la sua bacheca nell'agorà virtuale per scendere nella piazza vera, griderà “Volete i miei soldi? Bene lì spenderete come dico io! Nella scuola e nella ricerca, nella sanità e nell'assistenza! Non per giocare al pacificatore mondiale”

E l'operaio di Mirafiori, forse, si unirà al suo coro: “Volete che chieda la fattura al mio dentista? Mi costerà il 30% in più! Fatemela scalare dalle tasse come spesa medica! Cribbio!”

E voi? Che cosa griderete?

Marco Bollettino (Ashoka)


Sito ufficiale del V-Day

fonte: http://www.luogocomune.net/

lunedì 2 luglio 2007

Disinfestiamo il Parlamento

1 Luglio 2007


beppe_parlamento-europeo_completo.jpg

L’otto settembre è il giorno della liberazione dai parlamentari abusivi. Se non gli diamo una mano da soli non ce la fanno a congedarsi da Montecitorio e da Palazzo Madama. Loro ce la mettono tutta, vorrebbero contribuire allo sviluppo del Paese. Ed entrare nella terza repubblica, dopo aver disfatto la seconda e la prima. Dopo aver raschiato il barile hanno riesumato Veltroni, homo novus, dieci anni fa vice presidente del Consiglio nel primo governo Prodi. Quando Blair si insediò come primo ministro in Downing street. I nostri dipendenti tengono famiglia e i poteri forti tengono i dipendenti per le palle. E’ una situazione giustificabile.

L’otto settembre lancerò un’iniziativa di legge popolare in tre punti per disinfestare il Parlamento:

PRIMO: Nessun cittadino può candidarsi se condannato in via definitiva o in attesa di giudizio.

SECONDO: Nessun cittadino italiano può essere eletto per più di due legislature. Regola valida retroattivamente.

TERZO: I candidati devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Invierò a ogni deputato e a ogni senatore una mail di richiesta di adesione, o rifiuto, a questi tre punti e pubblicherò le risposte, se ce ne saranno. Il silenzio è dissenso.
Oggi pubblico il video integrale del mio discorso al Parlamento europeo.


Partecipa al Vaffanculo Day!

www.beppegrillo.it

venerdì 29 giugno 2007

V-Day 08/09/2007

DAL SITO DI BEPPE GRILLO

Parlamento europeo e V-Day

Parlamento_europeo.jpg

In preparazione del Vaffanculo Day, o V-day, sono andato al Parlamento europeo per spiegare la palude in cui si trova l'Italia e cercare qualche consenso. La sala era piena, nessuno sapeva niente. Mi hanno preso per un marziano, non credevano a quello che dicevo. Ho dato un saggio di populismo europeo. Oggi pubblico un breve filmato da Bruxelles. Domani un video riassuntivo insieme a quello integrale.
Ecco un estratto del mio intervento.

"Putin ci ha ricordato, dopo gli omicidi di giornalisti e oppositori del suo Governo, e qualche flebile denuncia del nostro Governo, che l’Italia è il Paese della mafia. Io, su questo punto, sono parzialmente d’accordo. La mafia, in realtà le mafie, ognuna con una sua identità regionale, sono un problema minore nel mio Paese.
Il problema vero è il Parlamento italiano che contiene un numero di individui giudicati in primo e secondo grado, una settantina, e 25 condannati in via definitiva, da far impallidire Al Capone e Don Corleone insieme.
Putin, se mi ascoltasse, potrebbe obiettare che sono state le mafie a farli eleggere o il voto di cittadini favoriti e collusi con la criminalità organizzata. Niente di tutto questo. Forse la stampa internazionale non lo sa ancora, ma due anni fa in Italia c’è stato un colpo di Stato. La legge elettorale è stata cambiata per impedire ai cittadini di votare il loro candidato. I partiti, non più di dodici persone, hanno deciso chi doveva fare il deputato o il senatore. La legge fu voluta da Berlusconi, l’opposizione si oppose poi, quando andò al Governo, Prodi la confermò. E’ meglio, molto meglio, per i partiti far eleggere dei loro impiegati che avere in Parlamento dei rappresentanti dei cittadini. Meglio pregiudicati che liberi.
Putin ci ha sottovalutato, le mafie in Italia contano meno dei partiti e sono più oneste, non dicono di essere democratiche e dalla parte dei cittadini.
L’Italia è una nazione con un Parlamento non eletto dai cittadini, simile più a un istituto di pena che a un luogo in cui si dovrebbero decidere le sorti della Nazione.
Il mio è un appello per restituire la libertà di voto e di informazione all’Italia.
L’otto settembre organizzerò in ogni città d’Italia una manifestazione, l’ho chiamata Vaffanculo day. Una via di mezzo tra il D-day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta.
Quel giorno gli italiani dovranno riprendere in mano il loro Paese distrutto da decenni di partitocrazia, di massoneria piduista, di intrecci tra banche e mafia, di ingerenze del Vaticano nella cosa pubblica, dalla informazione di Stato e di Berlusconi, dai conflitti di interesse.
La Borsa di Londra e quella italiana dovrebbero fondersi. Vorrei chiedere agli inglesi: ma siete sicuri? Volete associarvi al più grande conflitto di interessi europeo. In cui il punto di riferimento è il noto pregiudicato Cesare Geronzi, coinvolto in quasi tutti gli scandali finanziari d’Italia e condannato per bancarotta? La Borsa Italiana va chiusa, non deve infettare anche il resto d’Europa. E’ un luogo in cui Unicredit-Capitalia ha la maggioranza relativa di Mediobanca che ha la maggioranza relativa di Generali che è uno dei principali azionisti di IntesaSanpaolo, il suo maggiore concorrente. E’ il luogo in cui uno come Tronchetti si fa passare da industriale distruggendo il valore di Telecom e di Pirelli insieme con lo 0,11 di capitale azionario di Telecom.
L’Italia è il Paese di Valentino Rossi e del maggior numero di morti per incidenti stradali. Il Paese del sole senza impianti di energia solare. Il Paese dell’arte con discariche e inceneritori e rigassificatori come nessuno in Europa. Il Paese del Diritto Romano con 350.000 leggi inapplicabili e in conflitto tra loro. La libertà di stampa, quella poca che ci è rimasta, è in pericolo. Il Parlamento voterà a luglio al Senato una legge per impedire che siano rese pubbliche le intercettazioni disposte dalla magistratura che riguardano i politici.
Ragazzi, se l’otto settembre, non ce la faccio, chiederò il diritto di asilo."

Partecipa al Vaffanculo Day!

mercoledì 13 giugno 2007

STANIAMOLI!!!!!!!!!


1° - ELIMINARE IMMUNITA' PARLAMENTARE
2° - ELIMINARE CONFLITTO INTERESSI
3° - ELIMINARE I CONDANNATI DAL PARLAMENTO
4° - POTERE AL POPOLO SULLA COSTITUZIONE E SU LEGGI RIGUARDANTI MODIFICHE DI POTERE AI PARLAMENTARI
5° - ELIMINARE IL SENATO
6° - DIMEZZARE O RIDURRE I PARLAMENTARI
7° - ELIMINARE LE PROVINCIE
8° - ELIMINARE COMUNI SOTTO I 10.000 ABITANTI FACENDOLI RAGGRUPPARE
9° - TOGLIERE IL POTERE ALLE REGIONI E RIDARLO ALLO STATO, TOGLIERE IL PORTAFOGLIO ALLE REGIONI, INSTAURARE UNA COMMISSIONE DELLE REGIONI PRESSO LA CAMERA DEI DEPUTATI
10° - TOGLIERE LE AUTO BLU (LASCIARLE SOLO A CAPO DELLO STATO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRI)
11° - UN DEPUTATO PUO' RICOPRIRE LO STESSO INCARICO SOLO PER DUE CANDIDATURE
12° - L'ETA' PENSIONABILE DI UN POLITICO DEVE ESSERE CALCOLATA IN BASE ALLA CONTRIBUZIONE E USUFRUIRE SOLO 5 ANNI DOPO (70 ANNI ANZICHE' 65)
13° - STIPENDI, PRIVILEGI STATALI E PENSIONI UGUALI AI PRIVATI CITTADINI
14° - ELIMINARE CONSULENZE ESTERNE (COME SI FA AD AVERE DELLE CONSULENZE ESTERNE CON 4.000.000 DI IMPIEGATI STATALI)
15° - POTERE DELLA BANCA D'ITALIA ALLO STATO
16° - ENERGIA E SERVIZI CONTROLLATI DALLO STATO (ENERGIA, TELEFONIA, POSTALI, ECC.)
17° - STIPENDI PARLAMENTARI UGUALI A MEDIA STIPENDI EUROPEI, ELIMINAZIONI PRIVILEGI VARI
18° - RISTRUTTURAZIONE DELLE FORZE ARMATE E DI SICUREZZA
19° - RIDUZIONE DEI MINISTERI A 12/15
20° - INTERVENTI DELLO STATO CON CONPARTECIPAZIONE SU SVILUPPO E INDUSTRIALIZZAZIONE DELLE AREE